Montevaso


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Miniere

Parco ambientale e didattico della Vitalba e del Montevaso

LA MINIERA ABBANDONATA E LE SUE GALLERIE

La miniera abbandonata è situata alle pendici sud-est di Monte Vaso, ed è costituita da un pozzo profondo circa 45 metri (da cui si dipartono numerose gallerie trasversali) e da 3 gallerie orizzontali della lunghezza rispettivamente di 30, 130 e 210 metri. La seconda galleria termina in un vuoto di circa 4x4x3 m., con al centro un pozzo di forma ovale di 15-18 metri. Probabilmente da quest'ultimo si diramano altre gallerie orizzontali.
Un altro dei motivi che stanno alla base delle attenzioni particolari rivolte a questa miniera risiede nel fatto che essa si trova al contatto tra tipi diversi di rocce verdi, in una zona di faglia di queste ultime, due condizioni che rendono più probabile la concentrazione ramifera. Per quanto concerne il periodo di attività della miniera, risulta che a metà del secolo scorso essa era già abbandonata da tempo (si veda F. Fonseca,
Sull'escavazione della miniera ramifera di M. Vaso: Osservazioni geologiche, Firenze, Stamperia Granducale, 1851). All'ingresso di 1 delle 3 galleria orizzontali, nei pressi della Fattoria di Montevaso, al di sotto del simbolo di "miniera" scolpito su "pietra serena", si legge una data incompleta - "183?" - con l'ultima cifra mancante, per la pietra, che è scheggiata.
Notizie sull'attività della miniera di Monte Vaso sono ancora riportate da F. Fonseca (1851). Secondo questo autore il pozzo della miniera avrebbe raggiunto in profondità un filone spesso fino a 9 metri che si presentava all'inizio dei lavori in leggero affioramento. Il filone, incassato nella serpentina, e costituito da "argilla magnesifera" contenente "noccioli" di calcopirite sarebbe diretto all'interno di Monte Vaso. Esso fu seguito da gallerie orizzontali diramate dal pozzo principale di discesa. Il filone avrebbe fornito 50 mila libbre (25 tonnellate) di
calcopirite quasi pura che, com'è noto, è il minerale più usato per l'estrazione del rame. Giunti ad una profondità di 80 braccia (45 metri) il filone si esaurì. L'autore succitato critica negativamente la decisione della società imprenditrice di abbandonare i lavori perchè egli giudica che il filone continui a profondità maggiore e vada a collegarsi a un filone simile affiorante sul lato opposto del monte.
Con una delle gallerie orizzontali l'autore citato sostiene che si sarebbe inteso raggiungere un filone affiorante sul versante occidentale del Monte Vaso, al contatto fra il "gabbro rosso" e la serpentina. "
Ma disgraziatamente", scrive Fonseca, "quando poche braccia mancavano per giungere al tanto desiderato traguardo, irrupppe tanta copia d'acqua, e venne giù tanta terra da inondare e colmare la galleria infino al di sopra del suo pavimento, per modo che si dovette abbandonare il lavoro quando oramai si era giunti alla profondità di 230 braccia dall'imbocco".

Le due gallerie più lunghe della vecchia miniera abbandonata contengono sorgenti di acqua potabile, che alimenta, oltre alla TENUTA AGROFORESTALE di MONTEVASO, anche l'acquedotto di un paese limitrofo, quello di Lajatico. La portata della sorgente maggiore è di 100 litri al minuto, mentre quella della galleria più vicina alla Fattoria, fornisce una quantità media di 25 litri al minuto. Dalla terza galleria (detta "galleria dei mandorli") fuoriesce una quantità irrisoria di acqua.


E' intenzione della Tenuta agroforestale Montevaso rendere aperto e percorribile il sistema delle gallerie dell'antica miniera di rame. Ad oggi, sono aperte e interamente visitabili due delle gallerie.



Montevaso s.r.l. Società Agricola, Strada Provinciale Montevaso km. 17,500, 56030, Chianni (Pi), P.I. 00423450493

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