Montevaso


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I resti del castello

Parco ambientale e didattico della Vitalba e del Montevaso > Secoli di storia

IL CASTELLO DI MONTEVASO
di Elisa Cionini
(tratto dal testo "La comunità di Chianni - momenti di storia", Ed. ETS 1994, pp. 3-22)


Mi sembra interessante, prima di analizzare gli elevati ancora esistenti del castello di Montevaso, fornire anche se in forma molto riassuntiva, le motivazioni per cui è rinto l'interesse per questo castello ormai abbandonato da molto tempo e semidiroccato, situato sulla cima del poggio di Montevaso.
Tale interesse nacque nel
1986 quando, in seguito ad uno scavo abusivo operato sulla cima del monte fra i resti del castello, vennero alla luce alcune ossa umane. Alla denuncia di questo ritrovamento, avvenuta la sera stessa della scoperta, fece seguito una serie di operazioni condotte in modo tale da risultare quasi incredibili. Le osse rinvenute appartenevano a 33 persone, fra cui anche tre bambini e tre donne. In un primo momento si pensò che i resti fossero di soldati tedeschi morti in seguito ai numerosi bombardamenti da cui fu colpita la cima del monte durante l'ultima guerra: Montevaso infatti è stato teatro di sanguinose battaglie tra Tedeschi ed Americani a causa della sua posizione altamente strategica. Venne così concesso il permesso per l'esumazione dei resti umani al Volksbund Deutsche Kriegsgraberfursorge (servizio per le onoranze funebri ai caduti germanici) e per la traslazione delle ossa al cimitero militare della Futa.
I primi dubbi sulla reale appartenenza dei resti a militari tedeschi sorsero con la scoperta di ossa di bambini e donne: i giornali allora riesumarono vecchie storie di guerra tra cui anche l'ipotesi che le ossa potessero appartenere ad ebrei rastrellati nella zona e trucidati sulla cima del monte, ed entrò anche in campo il
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, che chiese la restituzione delle ossa ed una procedura di analisi di accertamento. Infine, per ultima intervenne la Soprintendenza Archeologica di Firenze, che fece valere il vincolo archeologico presente sull'intera area. L e ossa tornarono così indietro e furono finalmente sottoposte ad esami osteologici presso l'istituto di Antropologia dell'Università di Pisa. I professori Mallegni e Barbagna dell'Università di Pisa, che curarono le indagini e gli esami effettuati sulle ossa, stilarono poi un documento in cui dichiararono che i resti risalivano ad epoca medievale ed erano quindi in connessione con la storia delle strutture antiche poste sulla cima di Montevaso.
Tale conclusione era già stata ipotizzata da
Fabio Redi, ricercatore di archeologia medievale dell'Università di Pisa, in seguito al sopralluogo effettuato nella zona, che aveva individuato nel ritrovamento dei resti umani la scoperta del cimitero del castello.
Nel domumento stillato dalla Soprintendenza Archeologica si afferma che "
l'area è interessata dai ruderi di un insediamento fortificato d'età medievale, di cui emergono i resti di una cisterna, tratti delle mura di cinta in bozze d'alberese con riempimento a sacco e partee degli ingressi. Le emergenze riconoscibili mostrano grande somiglianza con il vicino castello di Pietracassa, peraltro molto meglio conservato...". [...]

L'ubicazione del Castello di Montevaso
Il castello di Montevaso sorge su un'alta cima delle propaggini settentrionali delle Colline Metallifere pisane. Il monte ha una forma comica di notevole pendenza (66%), molto regolare, e ricorda vagamente nella forma una vaso rovesciato: ragione per cui molti fanno risalire il suo nome. Secondo lo Schneider, invece, il toponimo di Montevaso deriva dalla radice della parola tedesca "Wesen" che significa "Monte dei Prati" o "Monte erboso". Questo nome ibrido, mezzo italiano e mezzo tedesco, mostra come in questi luoghi vi sia stata una notevole presenza longobarda. Il castello sorge sulla cima di un poggio di gabbro a 634 metri di altitudine. [...]
Montevaso è posto in una posizione geografica importante ed altamente strategica. [...]
Dalla cima del monte si ha una visuale di 360 gradi, che consente di spaziare con lo sguardo dal mare al Monte Pisano e di dominare tutti i castelli e le rocche circostanti. [...]
Montevaso fu quindi un castello di notevole importanza, importanza che si andò ampliando nell'arco della sua esistenza. Infatti, se nella prima fase della sua edificazione ebbe probabilmente la sola funzione di baluardo di confine, in seguito modificò il proprio ruolo assumendo anche quello di gestione economica del territorio. [...]


Pianta del castello

Pianta del castello

Il complesso architettonico di Montevaso
Purtroppo del complesso architettonico di Montevaso oggi rimane ben poco visibile. [...]
Le poche strutture oggi visibili appartengono sostanzialmente al terzo castello di Montevaso. Infatti, sula cima del monte furono costruiti, e distrutti, tre castelli di cui il terzo è probabilmente quello attuale. Anche questo terzo castello subì distruzioni parziali e parziali riedificazioni in seguito alle travagliate vicende avvenute all'interno della struttura. [...]


Frammento murario con butto,
appartenente alla cortina muraria esterna

Frammento murario con butto, appartenente alla cinta muraria esterna

Il borgo
Dai documenti risulta che tutta l'area compresa fra le due cinte murarie era costruita, come è rilevabile anche dalle numerose tracce, a volte consistenti in solo due o tre conci legati insiema dalla malta, anche se l'esiguità e la frammentarietà di queste non permette di formulare ipotesi per la ricostruzione dell'abitato castellano. [.-.]
Fra i vari edifici che sorgevano all'interno della rocca di montevaso, vi era anche una
chiesa dedicata a S. Jacopo, la cui prima attestazione risale al 5 marzo 1137, allorchè essa era elencata, nella bolla del papa Innocenzo II all'arcivescovo di Pisa Uberto, insieme con la chiesa di Pomaia. [...]


Cisterna del castello posta al centro del circuito murario esterno

Cisterna del castello posta
al centro del circuito murario esterno

Ipotesi di datazione
Tutte le strutture presenti sarebbero state edificate tra il 1150, anno in cui è testimoniata la distruzione del secondo castello, ed il 1152, anno in cui è riportata la vendita di parte del castrum di Montevaso da parte del monastero di S.Maria di Morrona in favore dell'arcivescovo pisano Villano. Ammettendo invece che le precedenti distruzioni di cui parla la vertenza non fossero totali ma parziali, la datazione per l'edificazione del castello di Montevaso si sposterebbe di quasi mezzo secolo arrivando a collocarsi fra il 1073 ed il 1113. Dall'analisi delle diverse testimonianze ascoltate nel 1150 risulta che il conte Ughiccione II dei Carolingi (1073-1096) fece costruire un castello in Montevaso, ma prima dell'anno della morte dell'ultimo conte, avvenuta nel 1113, il castello fu distrutto. E' quindi in questo arco di tempo che va collocata la data della prima fondazione del castello: lo Schneider propone come data di distruzione il 1107. [...]

Il territorio intorno a Montevaso
La particolarità del castello di Montevaso fu sicuramente quella di unire all'interno di un'unica fortificazione due distinte funzioni: quella militare, dovuta alla sua posizione di confine tra la diocesi volterrana e il contado pisano, e quella civile, costituita dall'essere un importante centro di gestione economica del territorio. [...]



Montevaso s.r.l. Società Agricola, Strada Provinciale Montevaso km. 17,500, 56030, Chianni (Pi), P.I. 00423450493

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